Con un comunicato congiunto Alessio Monaco, capogruppo Avs in consiglio Regionale, Rita Aruffo – portavoce regionale Europa Verde, Daniele Licheri, segretario Regionale SI esprimeno “una contrarietà netta e senza ambiguità al cosiddetto “DDL Stupri”, un provvedimento che consideriamo un grave arretramento sul piano dei diritti, della tutela e della dignità delle donne”.
“Riteniamo – si legge nella nota – che ogni intervento normativo in materia di violenza sessuale debba rafforzare gli strumenti di prevenzione, protezione e sostegno alle vittime, senza ambiguità e senza zone d’ombra. Al contrario, questo disegno di legge rischia di indebolire l’impianto culturale e giuridico costruito negli anni grazie alle battaglie delle donne, dei centri antiviolenza e delle associazioni impegnate quotidianamente sul territorio.

Perché questo DDL rappresenta un pericolo e un passo indietro?
Perché introducendo il concetto del “dissenso” e rischia di spostare nuovamente il baricentro dal comportamento dell’aggressore alla condotta della vittima, riaprendo spazi interpretativi che possono tradursi in una maggiore difficoltà nel denunciare e nel vedere riconosciuta la propria parola. Un impianto normativo che non mette al centro il consenso in modo chiaro e inequivocabile rischia di alimentare una cultura del sospetto verso chi denuncia e di indebolire la certezza della tutela penale. In un Paese in cui la violenza di genere è ancora un’emergenza strutturale, ogni ambiguità normativa diventa un messaggio culturale pericoloso.
Non possiamo accettare un passo indietro che riporta le donne alla più arcaica delle posizioni, rimettendo in discussione principi fondamentali come l’autodeterminazione, la centralità del consenso e la credibilità delle vittime. La violenza di genere è un fenomeno strutturale che richiede risposte strutturali: investimenti nei servizi, educazione alle differenze, formazione nelle scuole, sostegno concreto ai percorsi di uscita dalla violenza.
Presenteremo risoluzioni, mozioni e ordini del giorno in Abruzzo, chiedendo alle istituzioni regionali e in tutti gli enti locali in cui siamo presenti di assumere una posizione chiara e di schierarsi dalla parte delle donne, ribadendo che i diritti non si negoziano e non si arretrano“



