Secondo il Global Wellness Institute e l’ultimo festival del turismo di lusso di Cannes l’Abruzzo potrebbe svolgere un ruolo da protagonista nel turismo di lusso. Il baricentro dell’esperienza luxury si sposta dallo sfarzo alle destinazioni autentiche, meno esposte, dove la lentezza diventa privilegio e l’Abruzzo risponde a questa domanda con parchi nazionali estesi, montagne vere, altipiani e laghi interni, borghi che la sera si spengono davvero e cieli stellati lontani dall’inquinamento luminoso.

Nei nuovi codici del benessere contano l’acqua naturale – fiumi, sorgenti, laghi di montagna – e i “santuari sonori”: paesaggi acustici dove il vento tra gli alberi, l’acqua che scorre e il silenzio non progettato diventano parte integrante del viaggio. Un’offerta “meno addomesticata” e non standardizzata, che gli operatori definiscono territori ancora vergini, capaci di attrarre un pubblico facoltoso alla ricerca di luoghi non preconfezionati.
“C’è molto da fare ancora – sottolinea Gianmarco Giovannelli, prresidente di Confcommercio Abruzzo ma questi segnali da stakeholder internazionali descrivono l’Abruzzo come meta privilegiata di lusso. Con la nascita dell’ITS Abruzzo Turismo e Cultura potremo dare ulteriore impulso alla professionalizzazione dei profili indispensabili all’economia turistica regionale. L’Abruzzo si propone così come destinazione esclusiva e sostenibile, capace di attrarre viaggiatori alla ricerca di autenticità, natura incontaminata e esperienze sensoriali uniche.









