La Coldiretti Abruzzo torna a far sentire la propria voce chiedendo un confronto immediato sul futuro del comparto vitivinicolo regionale. Al centro della presa di posizione c’è la volontà di riaprire il dialogo con il Ministero delle Politiche Agricole per valutare nuovamente l’ipotesi di una soglia produttiva più elevata, fino a 400 quintali per ettaro, un tema che diventa particolarmente sensibile in annate di forte abbondanza come quella del 2025.
Una richiesta avanzata senza ignorare i limiti imposti dalla normativa, le complessità produttive e le decisioni assunte dalla Regione Abruzzo nel corso degli anni.
La sollecitazione nasce però soprattutto “da una situazione giudicata iniqua, emersa in modo evidente durante l’ultima vendemmia. I produttori abruzzesi si sono trovati a operare in condizioni diverse rispetto ai viticoltori delle regioni confinanti: questi ultimi, pur conferendo le proprie uve alle stesse strutture presenti in Abruzzo, hanno potuto avvalersi di una deroga che non è stata riconosciuta alle aziende locali.

Anche considerando un quadro di mercato complesso che potrebbe rendere opportuno contenere i volumi e il potenziale produttivo, non è sostenibile che gli effetti di tali scelte gravino esclusivamente sulle imprese abruzzesi. Da qui l’insistenza per un confronto urgente e per una revisione delle posizioni, affinché il settore regionale non venga ulteriormente penalizzato”









