Dopo settimane di tensioni, prese di posizione pubbliche e mobilitazioni civiche, sulla vicenda del canile comunale di Sulmona emerge un primo segnale di distensione. L’incontro svoltosi mercoledì 15 gennaio tra l’Amministrazione comunale e le associazioni animaliste ha infatti aperto la strada a un possibile percorso condiviso, con l’obiettivo dichiarato di arrivare alla riapertura della struttura pubblica.
Al tavolo del confronto erano presenti il sindaco Luca Tirabassi, il comandante della Polizia Locale Domenico Giannetta, la consigliera comunale Rossella Piccoli e il presidente del Consiglio comunale Franco Di Rocco. A rappresentare il fronte animalista, il Comitato cittadino di tutela dei cani peligni, insieme alle associazioni LAV, LNDC, LIDA Ortona e Sulmona e al Coordinamento delle associazioni animaliste abruzzesi, che riunisce circa venti realtà regionali.

Il confronto è arrivato dopo la raccolta di circa 3.000 firme a sostegno della petizione per la riapertura immediata del canile comunale, chiuso nonostante i lavori di ristrutturazione finanziati con fondi pubblici. Le associazioni hanno chiesto al sindaco una posizione chiara e definitiva sul futuro della struttura e sulle politiche comunali in materia di randagismo, per superare le incertezze generate da dichiarazioni contrastanti dei mesi precedenti.
Dall’incontro, riferiscono i partecipanti, sarebbero emersi impegni concreti. In particolare, il primo cittadino avrebbe manifestato la volontà di superare le criticità amministrative e di avviare un percorso condiviso, ponendo al centro la tutela degli animali e la responsabilità pubblica nella gestione del servizio.
Secondo quanto dichiarato da Paola Stollavagli (LIDA Ortona e Sulmona), le risposte arrivate dall’Amministrazione hanno chiarito il destino del canile, mentre Danila Dicintio, referente locale LAV, sottolinea come l’incontro abbia restituito certezze sulla riapertura della struttura, messa in dubbio in passato da dichiarazioni non condivise a livello di Giunta.
Sulla stessa linea anche Rosita Rossi, presidente del Coordinamento regionale, che guarda con cauto ottimismo alla prospettiva di riportare i cani a Sulmona nel più breve tempo possibile, evitando ulteriori trasferimenti in strutture esterne. L’obiettivo, spiegano le associazioni, è costruire un modello di collaborazione in cui le istituzioni riconoscano il ruolo attivo e propositivo del volontariato.
Tra i nodi ancora da sciogliere resta quello dell’autorizzazione sanitaria. A tal proposito, Paola Canonico di LNDC ha ribadito l’auspicio di una rapida concessione da parte della ASL competente, evidenziando al tempo stesso la necessità di applicare gli stessi criteri di controllo anche alle grandi strutture private convenzionate.
L’Amministrazione comunale avrebbe infine garantito la riapertura del canile entro l’inizio di marzo, una scadenza che le associazioni intendono monitorare attentamente, ribadendo la propria disponibilità a collaborare, ma anche a vigilare affinché agli impegni seguano atti concreti e tempi certi.
La “bufera” che ha investito il canile di Sulmona sembra dunque avviarsi verso una fase nuova, in cui dialogo, legalità e tutela del benessere animale potrebbero finalmente trovare un punto di equilibrio.
. Dennis Spinelli









