C’erano anche gli esponenti ed i lavoratori della Coldiretti Abruzzo, ieri 20 gennaio a Strasburgo per prendere parte alla manifestazione di protesta arrivata dinanzi alla sede del Parlamento Europeo contro il Mercosur.
A guidare una nutrita delegazione di giovani abruzzesi non sono mancati il presidente Ettore Prandini ed il segretario Generale Vincenzo Gesmundo. Coldiretti chiede di “fermare le importazioni sleali di cibi che non rispettano gli standard europei che mettono a rischio la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori.
Le stesse regole – hanno affermato con forza i manifestanti –che seguono le imprese agricole in Europa devono essere rispettate da chi vuole vendere da noi, da qualunque paese voglia esportare qui: servono più controlli, perché ora solo il 3% delle merci viene fisicamente verificato nei porti e alle frontiere”

“Siamo a Strasburgo dopo essere andati anche a Bruxelles – afferma la delegata regionale di Coldiretti Giovani Impresa Abruzzo, Carla Di Michele, a capo di una folta rappresentanza di giovani under 33 provenienti dall’Abruzzo tra cui i delegati provinciali Leonardo Rocchetti, Miriana Coccia, Cristiana Lauriola e Guido Di Primio – e vogliamo far sentire la nostra voce e la nostra posizione.
Siamo giovani agricoltori e abbiamo investito per un futuro che nessuno deve toglierci. La deriva autocratica e ideologica imposta da Ursula Von der Leyen sta uccidendo l’agricoltura europea e mettendo a rischio la sovranità alimentare del continente”.

Per Coldiretti “la Commissione ha il dovere di difendere le produzioni europee, i cittadini consumatori e la sicurezza del cibo. Se Von der Leyen non garantisce subito reciprocità, controlli e trasparenza nel commercio internazionale, deve lasciare il suo incarico e abbandonare subito le follie che ad oggi hanno contraddistinto la sua gestione antidemocratica.
La Commissione Von der Leyen ha trasformato l’agricoltura in un laboratorio ideologico gestito da tecnocrati che ignorano i territori produttivi, scaricano costi e vincoli sulle imprese europee e spalancano i mercati alla concorrenza sleale globale.
Coldiretti chiede anche trasparenza totale con origine obbligatoria in etichetta per tutti i prodotti e abolizione dell’inganno del codice doganale dell’ultima trasformazione.

Il negoziato sul Mercosur è l’emblema delle follie della Commissione: un accordo costruito per importare prodotti senza reciprocità e senza controlli sanitari e ambientali, aprendo la strada ad altri trattati ancora più pericolosi per l’agricoltura e il cibo europeo.
Per queste ragioni la mobilitazione di Coldiretti proseguirà senza sosta, finché la Commissione non abbandonerà la linea suicida che ha imposto e non ripristinerà un quadro politico e commerciale capace di difendere agricoltura, cittadini e sovranità alimentare europea”









