Il nuovo anno si apre con un bilancio pesante sul fronte della sicurezza. I festeggiamenti per il Capodanno 2026 hanno provocato un morto e centinaia di feriti in tutta Italia, ancora una volta a causa dell’uso di botti, petardi e fuochi d’artificio esplosi in modo improprio o illegale.
Secondo i dati ufficiali del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio si sono registrati 283 feriti, alcuni dei quali in condizioni gravi. Il dato, seppur in lieve calo rispetto allo scorso anno, conferma come il fenomeno continui a rappresentare una criticità strutturale legata ai festeggiamenti di fine anno.

La vittima e i feriti gravi
La vittima è un uomo di 63 anni, di nazionalità moldava, morto a Roma in seguito all’esplosione di un petardo che gli ha causato ferite fatali. Un episodio che riporta al centro dell’attenzione il tema della pericolosità dei materiali pirotecnici, soprattutto quando maneggiati senza le dovute precauzioni.
Tra i feriti, decine hanno riportato lesioni serie, con prognosi superiori ai 40 giorni. Non mancano i casi di amputazioni, traumi agli arti e gravi lesioni agli occhi, conseguenze purtroppo ricorrenti ogni anno. Particolarmente allarmante resta il numero dei minorenni coinvolti, che anche in questo Capodanno risultano essere diverse decine.
Armi da fuoco e botti illegali
Accanto ai petardi e ai fuochi d’artificio, i report delle forze dell’ordine segnalano anche episodi legati all’uso improprio di armi da fuoco, con colpi esplosi in aria durante i festeggiamenti. Una pratica pericolosa, spesso sottovalutata, che ha causato ulteriori ferimenti.
In numerosi casi, secondo le prime ricostruzioni, sarebbero stati utilizzati botti illegali o artigianali, acquistati al di fuori dei canali autorizzati. Nonostante i sequestri effettuati nei giorni precedenti e le ordinanze comunali che in molte città vietavano l’uso di fuochi pirotecnici, il fenomeno continua a ripetersi con dinamiche ormai note.

Un problema che si ripete ogni anno
Il bilancio di questo Capodanno conferma un dato ormai consolidato: i botti continuano a rappresentare un rischio concreto per l’incolumità pubblica, non solo per chi li utilizza, ma anche per chi si trova nelle vicinanze. Un rischio che coinvolge anche animali domestici e fauna selvatica, spesso vittime indirette del rumore e delle esplosioni.
Le autorità rinnovano l’appello alla responsabilità individuale e collettiva, sottolineando come gran parte degli incidenti potrebbe essere evitata rinunciando all’uso di materiali pericolosi o affidandosi esclusivamente a spettacoli pirotecnici organizzati e controllati.
Sicurezza e cultura della prevenzione
Il tema dei botti di Capodanno non è solo una questione di ordine pubblico, ma anche di cultura della prevenzione. I numeri parlano chiaro: ogni anno si registrano feriti, talvolta vittime, e un impatto significativo sul sistema sanitario e sulle forze dell’ordine.
In attesa di un cambiamento più profondo, che passi anche da norme più stringenti e controlli più efficaci, resta centrale il ruolo dei cittadini. Festeggiare l’arrivo del nuovo anno non dovrebbe mai tradursi in dolore, ferite o lutti evitabili.
. Dennis Spinelli


