ORTONA- Il Museo della Battaglia cambia sede: dai locali del convento Sant’Anna in corso Garibaldi al secondo piano di Palazzo Farnese. Una decisione, presa dalla passata amministrazione, che ha suscitato la protesta dell’Associazione di Storia Patria, che la considera un oltraggio alla memoria della città, perché il sacrificio di civili e soldati durante la battaglia di Ortona verrebbe sminuito.
Lo spostamento comporterebbe, infatti, per l’associazione presieduta da Andrea Di Marco, la riduzione dell’allestimento a una mostra di pannelli rischiando di cancellare anni di lavoro e di privare la città di un luogo simbolico.

Il presidente dell’associazione parla di “decisione che offende Ortona e i suoi caduti”.
Pronta la replica dell’amministrazione con il vicesindaco con delega ai lavori pubblici Simone Ciccotelli e l’assessore alla Cultura Italia Cocco: “Le scelte museografiche, le sezioni tematiche, gli allestimenti e gli spazi multimediali sono stati definiti congiuntamente a funzionari esperti del Ministero della Cultura.
Il progetto del MuBA ’43 prevede infatti quattro sale espositive principali, uno spazio multimediale, un’area laboratoriale e una sala di deposito: un allestimento moderno, narrativo e immersivo, che integra documenti, reperti, testimonianze, narrazioni e strumenti tecnologici”.
L’Amministrazione ricorda inoltre che un arretramento rispetto all’iter in corso comporterebbe inevitabilmente un rischio di pesanti contestazioni per danno erariale, poiché le risorse investite, i progetti approvati e le autorizzazioni ottenute rappresentano atti ormai consolidati.
E’ stata già inoltrata, peraltro, una richiesta di mutuo per 200 mila euro alla Cassa depositi e prestiti per il finanziamento dello stralcio del progetto funzionale.
“Il Comune è pronto al dialogo e al confronto, sia con le associazioni che con i cittadini per informazioni e rassicurazioni. I MuBA avrà una sede autorevole, un allestimento scientifico approvato e un ruolo centrale nel sistema culturale ortonese e regionale. È questo il modo migliore per onorare il sacrificio dei civili e dei soldati e per consegnare alle nuove generazioni una memoria viva, rispettosa e condivisa” sottolineano gli amministratori.
- Daniela Cesarii