Con il decreto n. 26 approvato ieri, il presidente della Provincia di Chieti Francesco Menna
ha autorizzato il legale dell’ente, Massimo Tosti Guerra, a presentare al Tar (sezione staccata di
Pescara) un ricorso contro il progetto di estrazione di gas nei pressi del lago di Bomba. L’istanza si
unisce “ad adiuvandum” al procedimento promosso dal Comune di Bomba e da altri sei ricorrenti
allo scopo di ottenere l’annullamento o la riforma del decreto n. 1 del 2 gennaio scorso emanato dal
Ministero dell’Ambiente di concerto con il Ministero della Cultura, con il quale è stato espresso
giudizio positivo sulla compatibilità ambientale del progetto “ Small Scale LNG Plant Colle Santo
Gas Field”.

Il Consiglio provinciale, con delibera n. 30 del 25 settembre scorso, aveva impegnato “il
Presidente e il Consiglio stesso a porre in essere qualunque iniziativa politica ed amministrativa per
richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sulla grave minaccia rappresentata
dall’eventuale definitiva autorizzazione alla realizzazione del progetto in parola, attivandosi, in
raccordo con le amministrazioni comunali interessate, per promuovere qualunque iniziativa, a
qualsiasi livello, se necessario anche giurisdizionale, utile a scongiurare il rilascio della definitiva
autorizzazione all’estrazione del gas” nella località sangrina.
“Abbiamo ritenuto di dover intervenire – ha spiegato il presidente Menna – perché la
delibera del Consiglio fissava con precisione l’indirizzo e l’impegno dell’ente nei confronti di
questa vicenda. Seppur in mancanza di una specifica competenza in materia, sussiste comunque
l’interesse generale ad opporsi ad un’opera che ricade nel nostro territorio. Si tratta di un intervento
ad adiuvandum, ovvero che pur non potendo ampliare o modificare l’oggetto del giudizio proposto
con il ricorso principale, può supportare e sostenere le ragioni dei ricorrenti in relazione agli atti
impugnati”.




