È questa la riflessione espressa da Massimo Tiberini, Vice Presidente UNCEM Abruzzo e Consigliere Nazionale UNCEM, nel corso del dibattito sulle politiche per la montagna e per le aree interne.
Riprendendo una recente affermazione del Presidente UNCEM Marco Bussone – “I Giochi passano, le comunità restano” – Tiberini sottolinea come lo sviluppo dei territori non possa essere legato a singoli eventi, ma debba fondarsi sulla capacità di garantire servizi, opportunità e qualità della vita alle comunità locali.
“In questo quadro – evidenzia – è fondamentale riconoscere il ruolo delle comunità di cintura e di prossimità, realtà che, pur non essendo montagna in senso stretto, rappresentano nodi essenziali di connessione territoriale, contribuendo a rendere accessibili servizi e opportunità ai centri montani circostanti”.

Secondo Tiberini, il contrasto allo spopolamento e la tenuta sociale delle aree interne passano attraverso una rete territoriale costruita sulla collaborazione tra Comuni, sull’integrazione dei servizi e su una visione condivisa dello sviluppo locale. “La montagna non si salva da sola, così come nessuna comunità cresce isolatamente. Serve cooperazione istituzionale e consapevolezza che territori diversi possono essere parte della stessa soluzione”, prosegue.
Da qui la necessità di rafforzare politiche capaci di valorizzare la dimensione territoriale e di riconoscere il contributo delle comunità di prossimità nella costruzione di un sistema equilibrato di servizi e opportunità.
“Parlare di comunità di prossimità – conclude Tiberini – significa assumere una responsabilità collettiva verso territori più ampi, contribuendo a costruire condizioni concrete di sviluppo e qualità della vita per l’intero sistema delle aree interne”.



