E’ piuttosto raro che 4 classi di studenti e studentesse ascoltano in silenzio con evidente interesse e senza tenere in mano l’inseparabile cellulare, eppure è stata questa l’atmosfera che ha caratterizzato l’incontro che si è tenuto nell’aula magna del Liceo Classico di Lanciano. Stessa atmosfera al Liceo Artistico. A parlare di “pace , solidarietà e volontariato” è stata Dina Nasuti, presidente dell’associazione Altri Orizzonti promotrice dell’evento in collaborazione con la scuola e Francesco Barone,docente universitario, ambasciatore di pace nel mondo, premiato anche a Lanciano per il suo impegno umanitario.
Sessantaquattro missioni in Ruanda, Burundi, Senegal e Repubblica Democratica del Congo, un percorso testimoniato dal racconto di Barone che ha mostrato una serie di foto che più di ogni parola hanno documentato le guerre fratricide, la violenza, la miseria, la fame. Il dramma di un popolo su cui è sceso un colpevole velo di silenzio.
“Il genocidio del Ruanda nel 1944 ha provocato 1 milione di morti, io ho cominciato i miei viaggi in Africa nel 1998 e quello che ho visto faccio ancora fatica a raccontarlo – ha esordito Barone – basti pensare ai bambini soldato che sono 300 mila, alle bambine che sono ancora più esposte a pericoli e violenze di ogni tipo.

Alcuni siamo riusciti a toglierli da quella terribile situazione affidandoli a famiglie. Muoiono 30 mila bambini ogni giorno per fame e per mancanza di medicinali, e se pensiamo che vengono impiegati due mila miliardi per spese militari quanto basterebbero 280 milioni per sconfiggere la fame nel mondo. Sono 670 milioni le persone che soffrono la fame”. Difficile confutare il linguaggio dei numeri e questi elencati da Barone disegnano la condizione di chi non ha davvero niente. “Siamo riusciti a consegnare 40 tonnellate di cibo, il nostro è un volontariato concreto, un aiuto vero perché non si può e non si deve rimanere indifferenti rispetto a tanto dolore.
Sono contento di parlare a voi – ha continuato – di quanto sia importante una azione concreta di aiuto, ognuno per quello che può fare ma ognuno dovrebbe fare la propria parte. L’arma più potente per cambiare il mondo è l’istruzione, conoscere è fondamentale per dare valore e concretezza a parole spesso abusate come volontariato, pace, solidarietà”.

Tante le domande che sono state rivolte al professore, segno dell’interesse suscitato e dal desiderio di saperne di più su argomenti tristemente attuali. “Il Nord Kiwi, una zona del Congo è ricca di colten, oro, diamanti, cobalto che vengono sfruttate da multinazionali protette da una cattiva politica” ha aggiunto Francesco Barone sottolineando che “la pace non si predica, si fa”. Vincenzo Pallini ha rimarcato l’opera del professore “che restituisce dignità alle persone dando loro la speranza per un futuro migliore”.
“Tutti e due gli incontri hanno registrato la partecipazione e l’interesse di studenti e studentesse che hanno ascoltato con grande attenzione il racconto del professore. Ringrazio la dirigente e le docenti per la sensibilità e l’attenzione dimostrate nei confronti del progetto. Parlare di volontariato e dell’impegno di quanti lavorano per alleviare le sofferenze dei più deboli è molto importante – ha concluso Dina Nasuti – l’associazione che presiedo si occupa da oltre 20 anni di salute mentale e so bene quanto sia determinante l’opera dei nostri volontari. Far riflettere i ragazzi su questi temi non è solo istruttivo ma significa educarli al rispetto dell’altro, a non avere pregiudizi, a conquistare uno sguardo più aperto e consapevole”.




