Il dibattito sulla riorganizzazione del servizio idrico regionale rappresenta un passaggio importante che deve partire da un dato di realtà: i disservizi che quotidianamente vivono i cittadini. “In Abruzzo – afferma il sindaco Massimo Tiberini – ci sono ambiti in cui si perde oltre il 60-70% dell’acqua immessa in rete. Si tratta di numeri che non possono lasciare indifferenti, soprattutto mentre le famiglie continuano a pagare bollette puntuali e sempre più pesanti”.
Il primo cittadino richiama le criticità più frequentemente segnalate dai cittadini: chiusure serali, interruzioni improvvise, rotture ricorrenti e ricorso alle autobotti durante i mesi estivi. “Non si può chiedere rigore nei pagamenti e offrire discontinuità nel servizio. Se il modello attuale non è riuscito a garantire reti efficienti e continuità H24, è legittimo aprire una fase nuova e discutere di una riorganizzazione”.

Il sindaco sottolinea come il tema non possa essere ridotto a una mera questione formale.
“Non basta cambiare le sigle. Se il modello a sei gestori non ha prodotto i risultati attesi, è evidente che una riflessione sull’assetto organizzativo sia necessaria. In questa prospettiva, la riduzione del numero dei gestori può rappresentare un passo migliorativo: se sei ambiti non hanno funzionato come previsto, un sistema articolato su due realtà più solide e strutturate può costituire una base di lavoro credibile”.



