Una vertenza delicata, non assimilabile alle altre e che diventa ogni giorno più complessa, ma la voglia di lottare delle sigle sindacali per salvaguardare quattrocento posti di lavoro, tra dipendenti diretti e indotto, è intatta. Le ambiguità però per la Fiom Cgil sono tante, troppe e allora in una nota Andrea De Lutis dice basta e chiede con forza che venga convocato il tavolo al Mimit.
Nella nota il segretario provinciale ripercorre la vicenda alla luce soprattutto della risposta dell’assessore regionale, al ramo, Tiziana Magnacca alla richiesta del presidente provinciale Menna di sollecitare la convocazione del tavolo.
“Questo assessorato – ricorda l’assessore –ha attenzionato le problematiche della Tekne a partire dal 2024, attraverso la convocazione di tavoli di crisi in sede regionale. Siamo in prima persona impegnati, assieme al presidente della Regione Marco Marsilio, e in contatto con tutti gli attori interessati alla Tekne spa e come lei preoccupati per la tenuta dello stabilimento. Ricordo che l’unica depositaria delle scelte sul sito e l’occupazione resta ancora la proprietà”.

De Lutis è chiaro: “Il tavolo Tekne, per l’evoluzione che la situazione ha assunto, non può più trovare la sua naturale collocazione in ambito regionale. È indispensabile e vitale che venga trasferito presso il Mimit, come la Fiom Cgil chiede da settembre 2025.
L’assessore dichiara che l’azienda ha in capo le scelte relative al sito e all’occupazione. È vero.
Ma è altrettanto vero che ad attivare la golden power è stato il Governo, assumendosi quindi una responsabilità diretta nella gestione di questa fase. L’azienda, da parte sua, ha dichiarato di essere pronta ad accogliere nuovi soci e l’ingresso di Invitalia.
Dalle parole dell’assessore, però, sembra emergere, tra le righe, l’idea che Tekne rispetto a quanto dichiara a noi non è realmente interessata a intraprendere vie condivise. Noi ad oggi abbiamo avuto la possibilità di ascoltare solo l’azienda, emergono elementi che necessitano di chiarezza immediata”.
I sindacati chiedono verità, trasparenza e garanzie concrete: “L’unico luogo istituzionale in grado di fare piena luce sullo stato reale della situazione, sulle prospettive industriali e sulle responsabilità dei diversi soggetti coinvolti è il Mimit – ribadisce De Lutis- fino a quel momento, la Fiom Cgil riterrà corresponsabili di qualsiasi eventuale evoluzione negativa sia l’azienda sia il governo”.




