ORTONA- Vertenza Teknè: duecento posti di lavoro in bilico che arrivano a 400 se si tiene conto dell’indotto. Quattrocento famiglie distribuite non solo sul territorio comunale ma su tutto il comprensorio provinciale, una situazione che si fa davvero preoccupante per le rilevanti ricadute occupazionali, economiche e sociali che un’eventuale riduzione o cessazione delle attività potrebbe determinare.
La Fiom Cgil parla del momento più preoccupante di tutta la vertenza.
Tanto che il presidente della Provincia Francesco Menna è intervenuto sulla questione inviando una lettera al senatore Alfonso Urso (Mimit), al presidente regionale Marco Marsilio e all’assessore regionale al lavoro Tiziana Magnacca.
“In qualità di presidente della Provincia di Chieti- scrive Menna- sollecito l’istituzione di un tavolo da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il coinvolgimento della Regione Abruzzo, degli enti locali, delle organizzazioni sindacali e dei vertici aziendali, per avviare un confronto strutturato e responsabile sulla vertenza in atto e sulle possibili misure di sostegno.
Parimenti, urge la convocazione di una riunione con i parlamentari abruzzesi, i consiglieri regionali e i sindacati per realizzare l’esatta consapevolezza della situazione e le sue dimensioni problematiche dirette e indirette.
La Provincia di Chieti assicura sin d’ora la massima collaborazione e la piena disponibilità a fare la propria parte, nella convinzione che solo attraverso un’azione sinergica tra Stato, Regione e territorio sia possibile offrire risposte efficaci a una crisi che riguarda il lavoro, la dignità delle persone e il futuro produttivo dell’Abruzzo”.
Nella tarda serata di lunedì si è tenuta inoltre un’assemblea con le lavoratrici e i lavoratori della Tekne S.p.A.
“Come Fiom Cgil di Chieti vogliamo parlare il più possibile di questa vertenza e richiamare ciascuno alle proprie responsabilità.
In questo caso il Governo e le Istituzioni a diversi livelli sono parte in causa a tutti gli effetti: come clienti, dal momento che diversi Ministeri e Regioni acquistano mezzi prodotti da Tekne; come soggetto istituzionale, che ha esercitato la golden power lo scorso agosto.
Già a settembre abbiamo formalmente chiesto di essere convocati dal MIMIT, ma ad oggi non è arrivato alcun riscontro. Con l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori abbiamo condiviso un punto fermo: questa vertenza non finirà nell’ombra”.
- Daniela Cesarii






