ORTONA- Il Tribunale di Chieti ha definitivamente riconosciuto come antisindacali i gravi episodi avvenuti nel corso di una riunione sindacale lo scorso 23 aprile negli uffici di Aquila Spa, condotti dal responsabile delle relazioni sindacali aziendali, Tommaso Di Nardo.
Con la sentenza emessa ieri, Ilaria Prozzo del Tribunale di Chieti, ha respinto l’opposizione presentata da Aquila Spa e ha confermato integralmente il decreto del 25 giugno 2025, che sanzionava le gravi condotte antisindacali della società ai danni della Filcams Cgil di Chieti.
“La sentenza – si legge in una nota della Filcams Cgil Chieti – rappresenta una vittoria fondamentale per la dignità del sindacato e dei suoi rappresentanti, e costituisce un chiaro monito contro ogni forma di prevaricazione e violenza nei luoghi di lavoro.
La sentenza conferma l’aggressione verbale e fisica subita dal segretario Filcams Andrea Frasca che dopo essere stato offeso è stato letteralmente preso a calci”.

Una violenza che ha causato un trauma documentato dal pronto soccorso di Ortona.
Inutili sono risultate le difese della società a fronte delle inequivoche riprese dell’impianto di videosorveglianza acquisite nel corso del giudizio. Il Tribunale ha inoltre confermato le gravi affermazioni sessiste e provocatorie rivolte alla funzionaria sindacale Elena Zanola rivolte anche in questo caso dal Sig. Di Nardo che accompagnava le sue dichiarazioni con allusivi gesti volgari a forte connotazione sessuale. Il Giudice ha definito questo comportamento “gravemente offensivo, molesto e sessista”, idoneo a sminuire il ruolo della sindacalista e a ledere l’immagine dell’organizzazione.
La sentenza ha confermato dunque l’ordine che impone ad Aquila di avviare immediatamente un corso di 30 ore, concordato con le organizzazioni sindacali di gestione della rabbia e sulla violenza fisica e verbale estendendo la partecipazione a Di Nardo.
L’azienda dovrà infine pubblicare a proprie spese un estratto della sentenza sul quotidiano “Il Centro”, nelle cronache locali de “Il Messaggero” e “La Repubblica”, nonché sulla bacheca aziendale e sul sito web della società per almeno 30 giorni.
E’ una vittoria fondamentale per la Filcams Cgil che auspica che tali esemplari misure possano concorrere a porre fine ad ogni mortificazione che le donne subiscono nel mondo del lavoro e facciano cessare il clima di tensione che da tempo vivono i lavoratori e il sindacato all’interno della società.






