Ieri, mercoledì 4 febbraio, presso il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise hanno preso ufficialmente servizio sei nuovi guardiaparco, tre uomini e tre donne, che vanno a rafforzare l’organico impegnato nella tutela e nella gestione del territorio.
Un ingresso che segna non solo l’avvio di un nuovo percorso professionale, ma anche l’assunzione di un ruolo di responsabilità fondamentale per la conservazione ambientale, la sicurezza e il presidio delle aree protette.
“Ieri avete varcato una soglia: non solo l’ingresso in un nuovo lavoro, ma l’inizio di un impegno che vi accompagnerà ogni giorno – si legge sugli account social dell’ente -.Indossare questa uniforme significa diventare un punto fermo.

Significa saper essere calmi quando intorno c’è confusione, lucidi quando c’è tensione, attenti anche quando si è stanchi o presi da altri impegni. E significa non permettere mai che l’abitudine vi renda distratti: il territorio cambia, i rischi cambiano, e ciò che si ripete ogni giorno non è mai “scontato”.
Sarete chiamati a far rispettare regole che non sono “vincoli”, ma argini: argini contro l’abuso, contro l’indifferenza, contro l’idea pericolosa che la Natura sia infinita e quindi disponibile e a nostro uso e consumo.In questo momento storico, ancor più che in passato, la cultura della conservazione può e deve fare la differenza.
Conservare non è “mettere sotto vetro”. È proteggere ciò che ci protegge: acqua, suolo, foreste, fauna ed equilibri delicati e spesso sconosciuti. È tenere insieme sicurezza e bellezza, comunità e biodiversità, legalità e futuro.
È saper spiegare, con i fatti prima ancora che con le parole, che un sentiero rispettato, un’area protetta controllata, un animale non disturbato, una regola applicata con equilibrio, sono gesti che migliorano la vita di tutti.E proprio per questo sarete chiamati non solo a intervenire, ma a dare esempio: di rispetto, di umanità, di misura.
La fiducia delle persone non è automatica: si conquista un giorno alla volta, con la professionalità, con l’integrità, con l’umiltà dei piccoli gesti che nessuno vede ma che costruiscono credibilità.“Sei nuovi Guardiaparco – tre ragazzi e tre ragazze.
Con voi arriva un’energia che fa bene a tutti – ha affermato il Presidente del Parco – perché quando una squadra si rinnova, si rinnova anche la speranza. Speranza che la tutela non sia solo una parola, ma una scelta concreta. Speranza che la cura torni a essere un valore “di Stato”, nel senso più alto: servizio, responsabilità, presenza”.
“Siete una squadra – ha ribadito il Direttore del Parco – E qui la forza non è solo individuale: è nel sostegno reciproco, nella lealtà, nel sapere che nessuno “fa da solo” quando si lavora sul territorio, tra difficoltà, responsabilità e decisioni che contano. L’uniforme vi rende riconoscibili; il modo in cui la onorerete vi renderà autorevoli. Perché la vera autorità non è un simbolo: è essere punti di riferimento per i cittadini”.






