Si è tenuta questa mattina anche a Lanciano la cerimonia per la Giornata della Memoria, una ricorrenza annuale internazionale celebrata per commemorare le vittime dell’Olocausto. Si è stabilito di celebrare il Giorno della Memoria ogni 27 gennaio perché in quella data nel 1945 le truppe dell’Armata Rossa, impegnate nell’operazione Vistola-Oder in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.
Il sindaco Filippo Paolini, i rappresentanti dell’Anpi e delle associazioni d’arma e combattentistiche si sono ritrovati nel Parco delle Memorie non lontano da Villa Sorge. Attivo fino al 1943 qui furono recluse “senza processo nè difesa” ben settantacinque donne tra cui Maria Eisenstein (1914-1994) un’ebrea austriaca giunta in Italia per i suoi studi umanistici e qui internata nel giugno 1940. Il merito di questa donna eroica è stato quello di aver compilato un diario che contiene una cronaca dettagliata delle atrocità che qui avvenivano e di cui lei fu diretta testimone.





Dal 2007 con l’erezione del monumento è stato creato un vero spazio della memoria che ospita anche la statua in ricordo del Samudaripen, il sistematico genocidio perpetrato contro le popolazioni rom e sinti dal regime nazista.
Dopo l‘omaggio al gonfalone della città di Lanciano e la deposizione della corona di alloro, sia la presidente della sezione frentana dell’Anpi Maria Saveria Borrelli, che il primo cittadino Filippo Paolini hanno offerto la propria riflessione sul celebrare una giornata così particolare.
“Momenti come questo rischiano di diventare una sterile celebrazione se non portano ad una vera riflessione.Non bisogna mai abituarsi alla sterile violenza, bisogna rimanere attenti e vigili per difendere sempre la dignità della persona umana e la sua libertà”.
La diversità è purtroppo ancora oggi uno strumento di discriminazione nel mondo e negli oltre cinquanta scenari di guerra che ancora resistono. La voce del ricordo non deve essere mai spenta e la riflessione deve accompagnarci sempre ed essere tramandata alle giovani generazioni”






