Ritmi serrati nel campionato di Eccellenza che rivede la coppia Lanciano FC e Santegidiese in vetta alla classifica dopo l’ultimo turno del weekend. Una bagarre aperta, probabilmente destinata a declinare gli umori delle piazze abruzzesi nel bene o nel male: tra chi deve necessariamente vincere e chi resiste storicamente alle prime forze della classe, la verità si costruisce nel mezzo; in quella porzione aristotelica del tabellone, nell’esatta metà, pendolo e ago della bilancia che determinerà il destino delle formazioni in competizione.
Per vincere, in sintesi, sarà fondamentale mantenere la costanza. Tradotto: perdere meno punti con il treno delle squadre attardate e slegate da qualsiasi ambizione. Certo, però, che a fare la differenza potrebbero essere soprattutto gli episodi. E al Lanciano FC, nel corso della gara al Guido Biondi contro la Renato Curi Angolana, sparring partner guidata dall’ex Memmo, non è andata bene.

L’episodio che fa la differenza
Il gol fantasma non assegnato ai rossoneri è certamente il caso della Domenica sportiva, non tanto per l’entità dell’eventuale errore sul piano tecnico (ricordiamo che in Eccellenza non esistono strumenti tecnologici di supporto come Var o Line Technology) quanto per il peso specifico nell’economia generale della singola partita e del campionato.
È un vulnus dettato dalla scarsa concentrazione della terna arbitrale? Un episodio dubbio? Una svista inevitabile? Al netto delle legittime considerazioni, questo tema riporta criticamente il focus sul campo. E non si tratta di chiacchiere da “bar”.

I tifosi abruzzesi, oggi frentani, pretendono maggiori tutele, chiedono supporto professionale, equità di giudizio, preparazione, possibilmente vicinanza dalle istituzioni. Vogliono un Calcio dilettantistico più “formal”, in ragione degli investimenti esponenzialmente crescenti di società e presidenti, i quali ad onor del vero stanno adattando le sovrastrutture sportive alle esigenze dei tempi.
Dare o non dare un gol fa parte del Calcio, eppure le implicazioni sembrano incrinare i rapporti in essere tra ente calcistico e tifosi, tra ente politico e società sportive. E viene meno la trasparenza e l’impegno sociale. Chi beneficia di un movimento calcistico ormai meno competitivo nei dilettanti? Chi trae giovamento da un sistema arrugginito, incapace di produrre output di rilievo? Nessuno, semmai le esternalità negative influenzano il Calcio dei “famosi” finanche a impoverire la Nazionale, come palesato negli ultimi 10 anni di cronaca.
Cosa fare? Un inizio promettente avrebbe quale primo step limitare il margine d’errore attraverso strategie di supporto, prendendo in esame gli episodi dibattuti per sviluppare giurisprudenza calcistica, contestualizzando i volumi e le strutture del movimento. Perché l’impegno etico diviene sostenibile nel lungo termine se condiviso dai soci del Pallone.

Un punto “decaffeinato”
Comunque sia terminata la gara, lo 0-0 per il Lanciano FC è un punto “decaffeinato”: buono per il risveglio del lunedì in vetta al campionato, ma filtrato per eliminare quel sapore pieno, soddisfacente e aromatico del caffè. I tifosi infatti devono accontentarsi dell’amaro in bocca, benché cullati e dolcificati dalle parole di mister Pierantoni, il quale sottolinea responsabilmente il valore globale della prestazione calata nel percorso stagionale. È un grande Lanciano, reso brillante dal supporto dei frentani.
I risultati parlano chiaro: dodicesimo risultato utile consecutivo, vetta condivisa, squadra in mano e Calcio d’alto livello.
- Dennis Spinelli






