Un episodio di violenza fuori luogo ha scosso il panorama del calcio dilettantistico durante una gara di Serie D tra Fossombrone 1949 e Chieti F.C. 1922. La partita, disputata recentemente e conclusa con il successo dei padroni di casa, è stata segnata da un episodio che va ben oltre il risultato in campo: l’aggressione fisica nei confronti del tesserato neroverde, Kevin Petrella.
Secondo quanto denunciato dalla società teatina, l’episodio si è verificato nella seconda frazione di gioco quando un individuo, presumibilmente un sostenitore locale, è riuscito ad accedere al terreno di gioco passando oltre le barriere di sicurezza. L’uomo avrebbe aggredito Petrella vicino alla porta, arrivando ad utilizzare violenza fisica nel tentativo di sottrargli il pallone.
La società neroverde ha immediatamente preso posizione tramite un comunicato ufficiale, esprimendo ferma condanna dell’accaduto e solidarietà al proprio collaboratore. Nel testo si legge come il Chieti F.C. 1922 non solo deplori l’episodio, definendolo “gesto spregevole”, ma ribadisca anche il coinvolgimento di un dirigente avversario, il quale avrebbe partecipato alla gogna.
Una ferita che va oltre il campo
Se la violenza in stadi e impianti sportivi può in alcuni casi sembrare lontana dalle grandi cronache, episodi come questo ricordano che il rispetto per le persone coinvolte nella gestione delle squadre e delle manifestazioni è un valore fondamentale. I giornalisti, gli addetti stampa, gli operatori dell’informazione e tutti i collaboratori rappresentano un elemento essenziale della vita sportiva: documentano, raccontano e avvicinano le realtà delle società alle comunità di tifosi.
Ogni forma di intimidazione o aggressione nei loro confronti non riguarda solo chi è colpito, ma mette in discussione i principi fondamentali di civiltà e correttezza nello sport abruzzese. La gravità dell’episodio va letta anche nel contesto più ampio degli atti di violenza e intimidazione che, purtroppo, capitano regolarmente in vari contesti sportivi e non solo.
Anche organi di categoria e associazioni professionali hanno più volte ribadito che minacce, aggressioni verbali o fisiche nei confronti di chi esercita il diritto di cronaca o svolge un lavoro legato allo sport sono inaccettabili e richiedono un pronto intervento delle istituzioni sportive e delle forze dell’ordine.
Il messaggio del Chieti: rispetto e sicurezza prima di tutto
La nota diffusa dal club teatino non è stata solo una presa di posizione formale, ma un richiamo forte e chiaro: lo sport deve essere un luogo di competizione sana, passione e aggregazione. Nulla di ciò può giustificare episodi di violenza o atteggiamenti che minacciano l’incolumità di chi lavora per raccontare e valorizzare il gioco del calcio.
In attesa degli sviluppi sotto il profilo disciplinare e della possibile attivazione delle autorità competenti, resta il monito della società neroverde e, con essa, di tutto il mondo sportivo: il rispetto per gli altri — dentro e fuori dal campo — è un valore imprescindibile, su cui non si può transigere.
. Dennis Spinelli







