Ogni estate, migliaia di animali vengono abbandonati o ritrovati in difficoltà lungo le strade, nei boschi o nei centri urbani italiani. Un dramma che si ripresenta puntualmente con l’arrivo del caldo e delle vacanze. A lanciare l’allarme è LNDC Animal Protection, associazione attiva nella tutela degli animali da compagnia e selvatici. L’abbandono è un reato punito dal Codice Penale, ma resta ancora troppo frequente. E mentre la legge arranca, sono gli animali a pagare il prezzo più alto: muoiono investiti, di stenti o restano traumatizzati a vita.
Nel 2024, grazie al lavoro di volontari, veterinari e rifugi, LNDC è riuscita a salvare 19.426 animali abbandonati. Un risultato importante, dietro cui si nascondono storie di dolore ma anche di rinascita. Tuttavia, per affrontare queste situazioni con efficacia, è essenziale sapere come comportarsi. Agire bene può significare salvare una vita.
Cani vaganti: non sempre si tratta di abbandono
Non tutti i cani che si trovano da soli per strada sono stati abbandonati. In alcune Regioni italiane la normativa consente la remissione sul territorio di cani stanziali, microchippati, socializzati e accuditi da volontari o residenti. La loro presenza è monitorata, e spesso sono ben inseriti nel contesto urbano.
È importante osservare il comportamento del cane. Se è spaesato, impaurito o insegue le persone, potrebbe trattarsi di un cane smarrito o abbandonato. Se invece si muove con sicurezza, è socievole e sembra conoscere la zona, potrebbe essere un cane stanziale.
In ogni caso, si consiglia di avvicinarsi con calma e solo se l’animale è disponibile al contatto. Occorre verificare l’eventuale presenza di una medaglietta identificativa e chiedere in zona se il cane è conosciuto. Se non è possibile risalire al proprietario, è necessario contattare la Polizia Municipale o i Servizi Veterinari ASL e avvisare le forze dell’ordine.
Animali feriti: l’intervento deve essere immediato
Un animale ferito non ha voce per chiedere aiuto, ma ha il diritto di riceverlo. Le autorità pubbliche hanno l’obbligo di intervenire, come previsto dal Regolamento di Polizia Veterinaria e dal Codice Deontologico dei Medici Veterinari.
In caso di ritrovamento, si devono avvisare tempestivamente la Polizia Locale, i Servizi Veterinari ASL o le forze dell’ordine. Se l’animale si trova in autostrada o su strade extraurbane, bisogna contattare la Polizia Stradale. Se è vicino ai binari ferroviari, va allertata la Polizia Ferroviaria. Per animali bloccati su tetti, alberi o in cunicoli, è possibile chiamare i Vigili del Fuoco.
In caso di mancato intervento delle autorità, è possibile portare l’animale dal veterinario più vicino. Il medico ha l’obbligo deontologico di fornire le prime cure, anche se esercita come libero professionista.
Animale abbandonato: come raccogliere prove e chi chiamare
Quando si trova un animale visibilmente abbandonato, è fondamentale agire con prontezza e responsabilità. Dopo aver contattato la Polizia Municipale e la ASL Veterinaria, che hanno l’obbligo legale di intervenire, occorre raccogliere quante più informazioni possibili.
Fotografare l’animale, il luogo del ritrovamento e le sue condizioni, prendere nota della posizione esatta e, se possibile, coinvolgere testimoni. Questo materiale può rivelarsi cruciale per un’eventuale denuncia o per accelerare i tempi di intervento. È utile anche contattare le associazioni animaliste locali, che possono offrire supporto pratico.
Se l’animale è ferito o in pericolo imminente, deve essere messo in sicurezza e portato con urgenza dal veterinario.
Animali selvatici in difficoltà: come agire nel rispetto della legge
Durante l’estate è più facile imbattersi in animali selvatici feriti o disorientati. In questi casi è fondamentale sapere che la fauna selvatica è considerata patrimonio indisponibile dello Stato, secondo quanto stabilito dalla Legge 157/1992. Questo significa che i cittadini non possono curare o detenere un animale selvatico per conto proprio.
Il comportamento corretto prevede il contatto immediato con le autorità competenti: Polizia Provinciale, Carabinieri Forestali (numero unico 112), Vigili del Fuoco (115) o Guardia Costiera (1530) nel caso di fauna marina. Ogni Regione dispone di Centri di Recupero per la Fauna Selvatica, dotati di personale specializzato. È a loro che va affidato l’animale per ricevere cure adeguate e favorire il reinserimento in natura.
È importante evitare qualsiasi manipolazione dell’animale, che potrebbe subire ulteriori danni o stress. Il contatto umano, infatti, può compromettere il suo ritorno in libertà.
Il supporto legale per chi sceglie di intervenire
Aiutare un animale in difficoltà è un gesto di civiltà, ma è anche un’azione che deve rispettare precise regole giuridiche. LNDC Animal Protection mette a disposizione un Ufficio Legale per supportare cittadini e volontari. In caso di necessità è possibile scrivere a: [email protected].
- Dennis Spinelli









