CHIETI- Nuova intitolazione per il Palazzetto di Colle dell’Ara che diventa Pala Ulrico De Cesare, mecenate del basket. Una figura ricordata per aver contribuito in maniera determinante alla storia della pallacanestro locale e alla crescita di una comunità che attorno al basket ha costruito identità, passione e appartenenza e anche un glorioso passato.

Presenti il sindaco
- Diego Ferrara con l’assessore allo sport Manuel Pantalone,
- il vicesindaco Paolo De Cesare,
- la famiglia, l’onorevole Giovanni Legnini, tra i fautori dell’intitolazione,
- il presidente del comitato “Amici del Chieti Basket” Dante Anconetani, che ha promosso l’intitolazione con una raccolta firme che ha avuto il parere favorevole della deputazione storia e patria de L’Aquila, con decreto del Prefetto emerito Gaetano Cupello.
“Oggi restituiamo memoria, riconoscenza e identità ad una storia che appartiene profondamente allo sport della nostra comunità. L’intitolazione del Palazzetto al compianto ingegner Ulrico De Cesare significa riconoscere il valore di una figura che ha saputo essere molto più di un imprenditore per la nostra città – commenta il sindaco Diego Ferrara.-
Con la sua passione per lo sport e l’attenzione alle giovani generazioni, è stato un costruttore di opportunità. Un costruttore di comunità. Un autentico mecenate dello sport.
Storico patron del Chieti Basket, ha accompagnato e sostenuto la crescita della pallacanestro cittadina in anni che restano scolpiti nella memoria collettiva. Attraverso l’organizzazione del torneo estivo internazionale da lui istituito, ha contribuito a dare a Chieti una dimensione sportiva capace di dialogare con il panorama nazionale ed europeo”.
Un momento commovente per il vicesindaco Paolo De Cesare, il nipote:
“I ricordi affiorati dalle tante testimonianze che si sono susseguite durante l’inaugurazione ci hanno restituito tasselli di quella che per lui è stata la passione di tutta una vita. Una passione fatta respirare anche ai figli, a noi nipoti, a tutti coloro che si resero disponibili a costruire un sogno bello per la città, per i giovani di allora e la comunità tutta”.




