TERAMO – Un gesto concreto di attenzione culturale e rispetto delle diversità alimentari è tornato a caratterizzare la mensa dell’Università degli Studi di Teramo: da questa settimana gli studenti con esigenze specifiche legate alla pratica del Ramadan potranno accedere al cosiddetto “cestino Ramadan”, un pasto pensato per chi osserva il digiuno islamico e necessita di portare con sé cibi idonei per rompere il digiuno al tramonto.
L’iniziativa, attiva già in passato e ora ripristinata su richiesta degli studenti e in accordo con l’Ateneo, rappresenta una risposta concreta alle diverse esigenze dei giovani iscritti. La proposta è stata accolta con favore da molti studenti musulmani, per i quali poter usufruire di un pasto che rispetti tempi, ingredienti e valori personali significa non solo nutrirsi, ma sentirsi riconosciuti nella propria identità culturale.

Inclusività e diritti: un passo verso la parità di accesso
La presenza del cestino Ramadan nella mensa universitaria non è soltanto un gesto logistico, ma assume un valore simbolico importante nel contesto della comunità studentesca. Per chi osserva il Ramadan, infatti, è fondamentale poter interrompere il digiuno quotidiano con alimenti adeguati e in un luogo comodo e sicuro. La possibilità di accedere a pasti adatti alle esigenze religiose permette agli studenti di partecipare pienamente alla vita accademica senza doversi organizzare autonomamente fuori dalla sede universitaria.
Parlare di inclusività significa riconoscere che la popolazione studentesca non è omogenea: comprende persone con storie, culture e pratiche diverse. Un servizio di mensa che risponde a queste differenze non crea privilegi, ma semplicemente garantisce pari opportunità di accesso e di partecipazione a tutte e tutti, senza discriminazioni.

Il ruolo degli atenei nella promozione della diversità
Università e istituzioni accademiche hanno da sempre una funzione educativa che va oltre la trasmissione di contenuti didattici: promuovere convivenza, rispetto reciproco e diritti è parte integrante della missione educativa. In questo senso, iniziative come quella del cestino Ramadan testimoniano l’attenzione verso la dimensione umana e sociale degli studenti, oltre che verso i loro bisogni più immediati.
L’Università di Teramo, da parte sua, ha ribadito in più occasioni l’importanza di garantire servizi che tengano conto delle necessità di tutti i propri iscritti. Questo approccio si inserisce in un quadro più ampio di politiche volte a favorire l’accessibilità e l’inclusione all’interno della comunità universitaria.
Una mensa per tutte e tutti
La mensa, luogo di socialità oltre che di ristoro, diventa così uno spazio in cui le differenze non sono un ostacolo, ma un motivo di arricchimento reciproco. Per gli studenti musulmani che vivono l’esperienza del Ramadan, avere un pasto dedicato significa potersi concentrare su studio e relazioni, senza dover rinunciare alla propria pratica religiosa.
Per molti studenti di diverse provenienze culturali, simili servizi sono percepiti come segno di rispetto e consapevolezza da parte dell’Ateneo. In un mondo in cui la globalizzazione e la mobilità studentesca rendono sempre più variegate le comunità accademiche, iniziative di questo tipo diventano esempi concreti di una università che non solo insegna, ma ascolta e risponde ai bisogni dei suoi studenti.
- Dennis Spinelli




