“Per quelli che gettano passi per le vie del mondo non esiste mai un esito definitivo. Il cammino è sempre circolare, ma non sempre il cerchio è rotondo, soprattutto nelle vicende di emigrazione e d’amore. Così, neanche titolo e sottotitolo,Ritorno a Itaca Storia d’amore e di emigrazione, vestono i panni della casualità. In quella breve frase già respirano tutte le pagine successive”. Parole tratte dalla prefazione dello scrittore Remo Rapino al libro di Maria Saveria Borrelli che in questo lavoro affronta il tema delicato e complesso dell’emigrazione con una formula nuova che coniuga con efficacia la ricerca e l’approfondimento con la storia vera, romanzata per esigenze di scrittura, di una famiglia che attraversa un pezzo importante della storia d’Italia. E’ un libro in cui i sentimenti sono i veri protagonisti insieme ai ricordi, perché la memoria per l’autrice resta elemento imprescindibile per comprendere il presente e pure per disegnare il futuro.
“Ritorno a Itaca, Storia d’amore e di emigrazione” edito dalla casa editrice Carabba di Lanciano, sarà presentato nella sala “Benito Lanci” della Casa di Conversazione, sabato prossimo 21 Febbraio, alle 17.30. Dialogherà con l’autrice Maria Rosaria La Morgia, sono previsti intermezzi musicali di Sonia Coletta e l’intervento di Remo Rapino. L’incontro è organizzato dall’associazione culturale donne “I colori dell’Iride” con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura del Comune di Lanciano.
“E’ un libro che offre numerosi spunti di riflessione, la storia dei protagonisti racconta anche quella del nostro Paese, con una particolare attenzione alla condizione femminile – precisa Patrizia Di Rocco presidente dell’associazione – , e lo fa attraverso testimonianze e ricordi ma anche con il racconto di un amore capace di superare ostacoli e barriere, allora non erano pochi. L’emigrazione è un argomento su cui ancora si discute e il libro di Maria Saveria ha centrato aspetti di grande attualità”.

“Questa non è una fiaba ma la storia vera di un italiano e di una italiana. La storia di una memoria collettiva e di una memoria familiare – spiega Maria Saveria Borrelli -Quando per la prima volta ho ascoltato la storia di Umberto e Maria mi sono tornati alla mente tanti racconti sull’emigrazione e al di là di numeri e statistiche, ho voluto raccontare una storia fatta di sudore e sacrifici, di successi e fallimenti, di speranze e delusioni, di partenze e ritorni. Una storia come tante nell’Italia di allora che mandava i suoi figli a cercare lavoro in America.
Uomini e donne costretti da politiche sbagliate a rientrare in Italia lasciando il luogo che avevano contribuito a costruire. Cittadini del mondo, radicati allo stesso tempo alla terra dove erano nati e all’altra, in questo caso il Venezuela, che li aveva accolti”.
Al centro della storia ci sono le vicende di una famiglia dal 1933 al dopoguerra con l’emigrazione in quella terra lontana: i viaggi a piedi, in treno,per mare, la guerra, la fame, la povertà, le misere condizioni di lavoro, ma anche la voglia di costruire, di fare, di scegliere, di resistere, di non arrendersi mai. È anche la storia della condizione femminile nella prima metà del 1900 e nel secondo dopoguerra raccontata ripercorrendo le vicende di Lucia, Beatrice, Maria, mondi opposti e distanti in cui le strade finiranno per incrociarsi. Un racconto corale che coinvolge e appassiona.




