Ammonta a ventidue miliardi di oneri con perdite fino a 21 miliardi, dividendi azzerati ed unc rollo in Borsa del 25% in una sola giornata il “lascito” di Carlos Tavares per la Stellantis: il manager portoghese, poi dimessosi, aveva puntato tutto sull’auto elettrica i ignorando segnali di mercato, le resistenze dei consumatori, le fragilità industriali e il fatto che l’Europa non controlla né le materie prime né la filiera tecnologica
A poche ore dall’annuncio del “reset” di Stellantis e dalla brusca inversione di marcia voluta dal neo Ceo Antonio Filosa, arriva anche l’ufficialità (ormai nell’aria) che salta definitivamente il progetto di Acc (joint venture tra Stellantis, Mercedes-Benz e TotalEnergies) sulla Gigafactory prevista nel sito di Termoli.

L’investimento programmato da Acc era di circa 2 miliardi e 1.800 posti di lavoro al 2030. Il governo aveva messo a disposizione 350 milioni, ma visti i continui ritardi rispetto ai programmi, questi fondi sono stati poi destinati ad altre iniziative.
E così, quella che per la joint venture Acc, molto cara a Tavares, avrebbe rappresentato «una pietra miliare per la partnership con l’obiettivo di fornire batterie innovative e sostenibili per la mobilità del futuro», non se ne fa niente con la scia delle logiche preoccupazioni da parte dei sindacati. Insieme alla Gigafactory molisana, il cui progetto aveva iniziato a barcollare nel maggio 2024, tramonta anche quella che sarebbe dovuta sorgere in Germania.
La Stellantis, in relazione a Termoli e in attesa del piano di maggio, ha lanciato messaggi rassicuranti sul futuro del proprio stabilimento. In una nota, infatti, il gruppo ricorda il recente annuncio” sull’arrivo della linea di produzione del cambio e-Dct insieme all’investimento sui motori Gse conformi alla normativa Euro 7, garantendone il pieno utilizzo, anche dopo il 2030”.

In prospettiva, ci sarebbe anche l’aggiornamento agli standard Euro 7 del motore FireFly da montare, così si sussurra, al posto del PureTech francese (o in parallelo a seconda dei mercati e di altre variabili) che alimenta modelli come la Fiat Grande Panda e la Jeep Avenger, e che ha sempre goduto delle simpatie dell’ex Tavares. A questo punto per Termoli si aprirebbe un’altra opportunità. Sarebbe un’ulteriore dimostrazione della maggior propensione di Filosa verso le tecnologie ex Fca.
A Saragozza (Spagna), intanto, grazie all’investimento di oltre 4 miliardi, prosegue il piano di Stellantis e del colosso cinese Catl che porterà alla nascita di una Gigafactory (e qui Filosa è direttamente intreressato) che punta a svolgere un ruolo chiave nella transizione verso una mobilità elettrica accessibile e sostenibile.






