ORTONA- Cresce la preoccupazione dei sindacati per il futuro dei 200 lavoratori della Tekne spa. La Fiom Cgil provinciale, che non esclude iniziative e prese di posizione in assenza di chiari segnali, chiede, con forza, che si faccia chiarezza sollecitando Prefettura e Regione affinché venga finalmente convocato il tavolo istituzionale presso il MIMIT.
Nonostante la conclusione della composizione negoziata della crisi e la piena ripresa delle attività produttive il quadro di incertezza sul futuro, industriale e occupazionale dell’azienda, resta grave con ripercussioni sul clima che si respira in Teknè.

La Tekne, azienda di rilievo strategico per il tessuto industriale nazionale e per il settore della produzione di veicoli speciali e sistemi elettronici, in particolare nel comparto della difesa, dispone di un portafoglio ordini che garantisce continuità produttiva per oltre dieci anni.
“E’ incomprensibile che una vertenza che potrebbe essere stata già affrontata e risolta venga trascinata così a lungo, mettendo a rischio un patrimonio industriale e occupazionale di questo territorio- spiega il segretario provinciale Andrea De Lutis- Non ci interessa chi guiderà l’azienda o con quali assetti societari: ci interessa il futuro di Tekne e dei suoi lavoratori. E chiediamo che questo interesse sia condiviso anche dalla politica locale e nazionale che dopo la golden power è colpevolmente silente”.
La Fiom Cgil chiede dunque la convocazione immediata di un tavolo istituzionale al MIMIT, come già richiesto formalmente lo scorso settembre, per discutere delle prospettive produttive e occupazionali di Tekne; garanzie concrete sui livelli occupazionali, sulla continuità produttiva e su un piano industriale condiviso e sostenibile nel medio-lungo periodo, un impegno pubblico chiaro, con tempi certi, per accompagnare la transizione dell’azienda, l’ingresso di un nuovo socio industriale e una garanzia istituzionale sulla continuità aziendale sul territorio.
- Daniela Cesarii






