E’ durata pochissimo, ieri giovedì 21 gennaio a Perugia, il processo sulla morte di Andrea Prospero, il 19enne studente frentano d’informatica, scomparso un anno fa nel capoluogo umbro, in circostanze ancora da chiarire.
La difesa dell’imputato Emiliano Volpe, non presente in aula, ma accusato d’istigazione al suicidio, ha chiesto alla Corte d’Assise di Perugia di posticipare il confronto in aula per tentare un nuovo accordo di patteggiamento con la Procura, questa volta coinvolgendo direttamente le parti civili.

Il precedente tentativo di definire il procedimento con una pena di due anni e mezzo, da convertire in lavori socialmente utili, era stato respinto dal Giudice per l’udienza preliminare, che aveva disposto il rinvio a giudizio. Una decisione motivata anche dalla valutazione sul comportamento del giovane imputato, ritenuto “privo di un reale segno di pentimento per i messaggi con cui avrebbe spinto l’amico virtuale a togliersi la vita”
Il procedimento, che nelle intenzioni della difesa potrebbe trovare una soluzione alternativa al dibattimento, è stato aggiornato al 26 febbraio, data in cui la Corte valuterà l’eventuale nuova proposta di patteggiamento. Presenti in aula i famigliari di Andrea che continuano a chiedere giustizia e soprattutto chiarezza.






