Sabato 24 gennaio alle ore 18 con una Santa Messa in suffragio nella chiesa del Purgatorio di Lanciano, famigliari ed amici ricorderanno Andrea Prospero. Oggi invece a Perugia, a quasi un anno dalla scomparsa, si apre a Perugia il processo che dovrà far luce sulla scomparsa del 19enne studente frentano che si trovava nel capoluogo umbro per gli studi universitari di Informatica.

Una morte causata da un’overdose da farmaci e forse annunciata su una misteriosa chat Telegram da un presunto amico, oggi imputato appunto per istigazione e aiuto al suicidio. Dai messaggi recuperato dagli inquirenti, l’imputato avrebbe ripetutamente incitato Prospero ad andare fino in fondo nel suo intento, accompagnando l’assunzione di farmaci. Nessun tentativo o aiuto per farlo desistere dal suo intento, nè tantomeno una chiamata al Pronto Soccorso per cercare di salvare Andrea.
La scorsa estate, l’imputato difeso dal legale Alessandro Ricci, aveva avanzato la richiesta di patteggiamento, giudicata troppo lieve rispetto al fatto. Non essendoci quindi altre istanze in sede di udienza preliminare (potrebbe farlo in dibattimento), il giudice aveva disposto, come già in precedenza, il giudizio immediato, con lo svolgimento del processo senza passare per l’udienza preliminare.








