L’AQUILA – Lo show di droni ‘Sotto un unico cielo‘ ha dato il via alla festa che ha incoronato L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026. E’ stato realizzato un vero e proprio racconto per immagini con lo stemma della città, dentro uno scudo, la bolla di Celestino, San Bernardino, il Castello, la Fontana delle Novantanove Cannelle.
Nel racconto non poteva mancare il momento che ha cambiato la storia della città le 3:32, ovvero l’ora del terremoto del 6 aprile 2009.






Una pausa e il racconto è ripreso con la ricostruzione. Al termine c’è stata la parata “Il viaggio della luce” che ha accompagnato il pubblico verso piazza Duomo, guidata da Dundu, gigante luminoso di cinque metri, prima dello spettacolo ‘La città celestiale’, con una “ballerina volante” e dell’accensione del “Faro 99”.
“Un pomeriggio che oggi profuma di festa, di luce, di attesa condivisa- si legge in un post della Regione che ha pubblicato le foto -Le strade di L’Aquila, Capitale italiana della Cultura 2026, si sono riempite di volti, passi, sorrisi. Un tempo sospeso che racconta una città viva, aperta, consapevole della propria storia e pronta a scrivere nuove pagine.
Il pomeriggio inaugurale è diventato una festa collettiva: una comunità in cammino, unita dalla cultura, dalla bellezza, dal desiderio profondo di esserci”.
- Daniela Cesarii









