L’esperienza sviluppata in tanti anni, prima all’estero e poi a Chieti, ha portato Francesco D’Antonio a sedere al tavolo degli esperti che hanno stilato le linee guida sulla gestione della gravidanza a rischio, appena pubblicate dall’Istituto Superiore di Sanità.
Il ginecologo, professore all’Università “D’Annunzio” e dirigente medico presso la Clinica Ostetrico-Ginecologica dell’ospedale “SS. Annunziata”, è stato chiamato a far parte del gruppo di esperti, con altri sette universitari, che ha coordinato i lavori per la stesura del corposo documento, suddiviso in quattro aree: parto pretermine, diabete, restrizione di crescita e ipertensione.

“Il coinvolgimento in un contesto istituzionale e di studio così qualificato – commenta D’Antonio – rafforza il ruolo che il SS Annunziata svolge come Polo di riferimento regionale ed extra regionale nella gestione della patologia fetale e della gravidanza a rischio. In tale ambito, per volontà anche della stessa Direzione strategica della Asl, nel nostro ospedale si continuerà a investire, sia sul fronte della clinica che dell’attività chirurgica: desideriamo offrire servizi avanzati e un’assistenza di qualità alta nelle gravidanze complicate e a rischio, e dare alle future mamme quella serenità che non dovrebbe mai mancare quando si è in attesa di un bambino”.
Per la corposa produzione scientifica e la casistica sviluppata in questi anni, la Clinica Ostetrico-Ginecologica di Chieti è il riferimento per i parti gemellari, gravidanze a rischio o problemi fetali: ogni giorno negli ambulatori arrivano per essere visitate 20-30 donne, provenienti anche da fuori regione. Da alcuni mesi vengono anche eseguite anche le trasfusioni in utero.
“Ci gratifica il riconoscimento attribuito al nostro ospedale per l’attività svolta – sottolinea il Direttore generale della Asl Mauro Palmieri – . a conferma della validità del percorso intrapreso. La scienza ci dice che un’adeguata gestione di queste gravidanze in termini di tempestività nella diagnosi e nel trattamento, offre garanzie di qualità e sicurezza delle cure alla mamma e al bambino” .
Nelle linee guida appena emanate, una gravidanza viene definita ad “alto rischio” quando esiste la possibilità di un esito avverso per la madre e per il nascituro, con un’incidenza maggiore rispetto alla popolazione generale delle gestanti. A determinarla possono concorrere fattori preesistenti oppure complicanze insorte nel mentre.
Il grande interesse clinico, epidemiologico e scientifico verso questo tema è legato all’associazione con un aumento della morbilità materna, fetale e neonatale.
Le linee guida sono consultabili al seguente link: https://l1nq.com/TN0qo







