Durante l’anno appena concluso sono stati 291 i passeggeri transitati all’aeroporto d’Abruzzo con un quantitativo di sigarette superiore al limite consentito. A tracciare il bilancio sono state laGuardia di finanza di Pescara e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
I tabacchi lavorati esteri di contrabbando sono stati sequestrati nell’ambito delle attività volte alla prevenzione e repressione dei reati tributari ed extra-tributari dalla guardia di finanza e dal personale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

Dalle analisi del fenomeno è emerso che al fine di eludere i controlli alla frontiera, i trasgressori rovenienti da rotte balcaniche, cercano di diversificare l’utilizzo dei vari aeroporti utili per entrare in Europa, puntando a scali di Paesi ove ritengono che i controlli doganali siano meno incisivi ovvero ritenuti meno incisivi e, pertanto, meno stringenti.
Se non fossero state intercettate, le sigarette di contrabbando avrebbero consentito di evadere le imposta su produzione e consumo, cosiddetta accisa, oltre che l’emanazione di sanzioni amministrative per un totale complessivo di oltre 236 mila euro.




