Cresce il clima di preoccupazione tra i commercianti del centro di Lanciano, in un momento già segnato da una forte crisi del commercio cittadino. A lanciare l’allarme è Miriam Casturà, titolare di un’attività su via Dalmazia, che racconta un episodio avvenuto nella mattinata di oggi. «Una signora è entrata in bottega fingendosi una cliente – spiega la commerciante – mi ha trattenuta a lungo con richieste e domande, per poi approfittare di un momento di distrazione e scappare con il mio telefono».
Un furto che, oltre al danno materiale, lascia dietro di sé rabbia e un forte senso di insicurezza.
«Apriamo presto, alle 7.40, spesso con orario continuato, e lavoriamo molte ore da soli. Diventa sempre più difficile gestire situazioni di questo tipo».
Un episodio simile, secondo quanto riferito, sarebbe avvenuto anche in un’altra attività commerciale di corso Bandiera, mentre diversi esercenti del centro città segnalano da giorni la presenza di personaggi “particolari” che entrano nei negozi con atteggiamenti sospetti. In alcuni casi, raccontano i commercianti, queste persone avrebbero messo a soqquadro la merce senza reale interesse all’acquisto, per poi presentare una presunta applicazione che consentirebbe di ottenere sconti.

Un dettaglio che ha fatto scattare ulteriormente l’allarme: l’unica app ufficialmente riconosciuta sul territorio di Lanciano è quella legata alle “Vie del Commercio”. Qualsiasi altra applicazione, sottolineano gli esercenti, non risulta autorizzata né collegata a iniziative ufficiali della città.
Il timore diffuso è che queste dinamiche possano nascondere tentativi di distrazione, sopralluoghi o truffe, ai danni di attività già messe a dura prova dalla crisi economica e dal calo dei consumi. «Non si tratta solo di furti – spiegano – ma di una pressione continua, di perdite di tempo e di stress che rendono il lavoro sempre più pesante».
Da più parti arriva quindi la richiesta di una maggiore presenza di vigili o forze dell’ordine a piedi nelle strade del centro, come segnale di attenzione e deterrenza. «La sola visibilità di una divisa – conclude Casturà – darebbe più tranquillità a chi ogni giorno tiene aperta la propria bottega e contribuisce a mantenere vivo il cuore della città».






