A seguito degli ultimi intollerabili episodi di furto che hanno colpito la comunità di Tornareccio, il sindaco Nicola Iannone, rompe il silenzio con una dichiarazione di forte disappunto, non solo verso i criminali, ma verso un sistema giustizia percepito come troppo permissivo.
“C’è un limite alla pazienza dei cittadini, e quel limite è stato ampiamente superato – dice – Provo un profondo senso di rabbia e frustrazione nel vedere i sacrifici di una vita violati da individui che, troppo spesso, godono di un’impunità inaccettabile. Non basta più l’impegno encomiabile delle Forze dell’Ordine, che ringrazio, se poi il sistema giudiziario si trasforma in una porta girevole. Le Forze dell’Ordine fanno il massimo, ma il sistema giudiziario è una macchina rotta che sputa in faccia a chi rispetta le regole”.
Il sindaco Iannone punta il dito contro le maglie larghe della legislazione vigente: “Siamo stanchi di vedere criminali colti sul fatto e rilasciati dopo poche ore, o condannati a pene che non vengono mai scontate realmente. Questa non è giustizia, è un insulto alle persone oneste che pagano le tasse e rispettano le regole. La mancanza di certezza della pena sta alimentando un senso di impotenza e di insicurezza che non possiamo più tollerare”.

“Come sindaco, mi sento spesso con le mani legate dalle leggi nazionali – prosegue il primo cittadino -. Possiamo installare telecamere e potenziare l’illuminazione, ma se lo Stato non garantisce che chi delinque finisca in carcere e vi resti, la nostra battaglia sarà sempre impari. Chiedo a gran voce una riforma che metta al centro la tutela delle vittime e non i diritti di chi sceglie di vivere nell’illegalità. È una vergogna inaudita. Vediamo delinquenti presi con le mani nel sacco e rilasciati il giorno dopo per cavilli o leggi garantiste che proteggono solo i carnefici. Da sindaco, rappresento cittadini che pagano le tasse per avere sicurezza e ricevono in cambio solo indifferenza burocratica”.
Iannone si fa portavoce anche del disagio dei colleghi sindaci del territorio: “Non sono l’unico a urlare questo sdegno. Noi sindaci siamo in prima linea, ma ci lasciano senza armi contro chi delinque sapendo che non finirà mai in galera. La certezza della pena in questo Paese è diventata un miraggio, un insulto alla dignità di chi lavora e fa sacrifici. Se chi ruba non sconta un solo giorno di carcere vero, allora lo Stato sta dichiarando guerra ai suoi stessi cittadini onesti”.
L’amministrazione comunale continuerà a fare la sua parte nel monitoraggio del territorio, ma il sindaco Iannone conclude con un monito: “Tornareccio non vuole diventare terra di nessuno. I miei cittadini chiedono sicurezza e giustizia vera, non burocrazia giudiziaria. Lo Stato batta un colpo e dimostri di essere dalla parte delle persone perbene”.
Si invitano i cittadini alla massima collaborazione, segnalando tempestivamente al numero di emergenza (112) ogni movimento sospetto o veicolo non identificato, evitando iniziative personali potenzialmente pericolose e privilegiando sempre il canale istituzionale delle segnalazioni alle autorità.






