Il mese di gennaio 2026 segna il ritorno sulle scene del M° Matteo Cicchitti, musicista, conoscitore e raffinato interprete della prassi esecutiva storica. Il tour, che toccherà luoghi di alto valore artistico e spirituale tra l’Abruzzo e la Capitale, promette un’immersione totale nelle sonorità profonde e introspettive della viola da gamba.
Il cuore della tournéeè il concerto solistico “Ricercari e Canzoni”, un programma antologico che esplora il repertorio di maestri del calibro di Diego Ortiz, Tobias Hume, Benjamin Hely e Angelo Michele Bertalotti.
Molti degli appuntamenti si svolgeranno nella suggestiva cornice dei “concerti a lume di candela”, un format pensato per esaltare l’intimità dello strumento e permettere un ascolto privo di distrazioni moderne.
Ogni tappa di questo tour non è una semplice esecuzione, ma un rito sonoro officiato dal M° Cicchitti, la cui viola da gamba si fa voce narrante di epoche lontane e sentimenti universali. Definito dalla critica come un “archeologo del sentimento”, il Maestro Cicchitti si distingue nel panorama internazionale per un approccio allo strumento che va oltre il semplice virtuosismo. La sua ricerca è una costante tensione verso la purezza del suono.

Il tour si aprirà lunedì 19 gennaio 2026 ore 19:45 a Pescara presso il Museo delle Genti d’Abruzzo con un evento di approfondimento: il Symposium intitolato “L’interpretazione della musica barocca”. Un’occasione preziosa per musicisti, studenti e appassionati per ascoltare direttamente il Maestro Cicchitti sui segreti e le sfide della musica antica oggi.
Martedì 20 gennaio 2026 ore 19 a Lanciano (Ch) presso la Chiesa di San Rocco il primo concerto.
Nelle ombre sacre di San Rocco in occasione della festa in onore di San Sebastiano, le prime candele iniziano a tremare al vibrare delle corde. Qui, l’archetto del Maestro Cicchitti si posa sulla seta del tempo, evocando le danze malinconiche di Hume e la nobiltà di Ortiz in un dialogo mistico tra architettura e suono.
Mercoledì 21 gennaio 2026 ore 19 a Orsogna (Ch) presso il Convento del Ritiro della Santissima Annunziata del Poggio il secondo concerto a lume di candela.
Nel silenzio claustrale del Poggio, la viola da gamba trova la sua dimora ideale. Il Maestro, come un antico amanuense del suono, trasforma il silenzio del convento in una preghiera laica, dove ogni nota è una scintilla che rischiara le antiche pietre.
Giovedì 22 gennaio 2026, ore 21 a Pennadomo (Ch) presso la Chiesa di San Nicola di Bari il terzo concerto.
Laddove la roccia di Pennadomo sfida il cielo, la musica di Cicchitti si fa intima e profonda. In questo borgo sospeso, le “Canzoni” antiche risuonano come echi di un’eleganza perduta, restituendo al pubblico la bellezza pura di un’arte che non conosce tramonto.

Venerdì 23 gennaio 2026 ore 18:30 a Ortona (Ch) presso la Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria il quarto concerto.
A un passo dal mare, l’atmosfera si fa densa di salsedine e storia. Il tocco magistrale del Maestro Cicchitti conduce l’ascoltatore attraverso i labirinti sonori di Hely e Bertalotti, in un crescendo di emozioni che solo la fiamma viva di una candela e il legno vibrante possono generare.
Sabato 24 gennaio 2026 ore 20 a Roma l’ultimo concerto “Ricercari e Canzoni” presso la Sala Laurentina in Via Lucina 16/A
Il viaggio giunge al suo apogeo nel cuore della Città Eterna. Nella Sala Laurentina, il virtuosismo di Matteo Cicchitti si spoglia di ogni orpello per farsi pura poesia barocca. Roma accoglie l’ultimo atto di questo pellegrinaggio, dove la viola da gamba trionfa nella sua infinita capacità di commuovere e incantare l’uomo moderno.
Il tour di gennaio 2026 rappresenta dunque un’occasione imperdibile per incontrare un artista che ha fatto della coerenza storica e della passione interpretativa la propria missione di vita. Seguire il M° Cicchitti in queste sei tappe significa riscoprire il valore dell’attesa, del dettaglio e della bellezza sussurrata.
Matteo Cicchitti non suona semplicemente uno strumento; egli ne abita l’anima. Denominato “poeta della tastiera di tasti e corde”, la sua maestria risiede nella capacità di trasformare il rigore filologico in un’esperienza sensoriale travolgente. Ogni sua arcata è un gesto d’amore verso la storia, ogni sua interpretazione un ponte gettato tra l’antico splendore e la sensibilità contemporanea. La viola da gamba, nelle mani di Cicchitti, recupera la sua antica funzione di strumento “da camera e d’anima”, capace di imitare la voce umana in tutte le sue declinazioni, dal pianto al giubilo.
Concludendo, chi assiste a un suo concerto a lume di candela non partecipa a un semplice evento musicale, ma a una performance immersiva dove la figura del Maestro sembra fondersi con le ombre e le luci del luogo sacro, creando un’esperienza estetica totale.







